<Il 2008 si concluderà negativamente per le nostre impresse. Siamo sotto del 10-25% rispetto ad un anno fa. I clienti sono sempre gli stessi ma hanno ridotto drasticamente le loro spese>. È Venanzio Fonte, che parla operatore di un negozio di ottica a Pontasserchio, una frazione del comune di S. Giuliano in provincia di Pisa. Uno di quei paesi che sono il vanto del tessuto sociale economico della Toscana, e dove tutti si conoscono.
Venanzio non è un commerciante qualsiasi: è il presidente del Centro commerciale naturale di S. Giuliano e Pontasserchio, che riunisce circa 70 attività.<Sarò in controtendenza – dice - ma penso che la parabola discendente stia per concludersi. Non mi aspetto che il 2009 porti grandi novità ma credo che possa chiudersi con in sostanziale pareggio. Poi penso e spero che nel 2010 sia la ripresa>.
Gli chiediamo come farà a bypassare questa fase.<Purtroppo – dice – non ci sono ricette, in questi periodi diventa fondamentale ridurre al minimo il magazzino. Meglio perdere una vendita, perchè la merce è finita, che restare con gli scaffali pieni. Ci vuole poi un occhio di svendite selvagge che non porterebbero nulla di buono nel medio periodo. Fondamentali, urgenti e concreti, debbono essere gli interventi soprattutto nel settore dell'accesso al credito. Basterebbero -sostiene ancora Venanzio – piccoli finanziamenti a breve termine per dare respiro al commercio, ricostruire le
scorte, fare dell'innovazione, riaprire una spirale positiva nei consumi>. Rimane comunque decisiva l'iniziativa e la partecipazione del commerciante. Una volontà che si può ritrovare nell'esperienza dei Centri commerciali naturali: <Sicuramente queste strutture associative hanno il merito di favorire il confronto tra commercianti, scambiarci qualche idea, farci sentire uniti in un obbiettivo comune>.
Anche Maria Teresa Malarico di Livorno, nonostante il clima di sfiducia in atto, parla di un <un soffio di speranza che personalmente colgo nelle azioni coordinate che i vari governi mondiali stanno cercando di realizzare>.
E il 2008 come si chiuderà? < Nella nostra città, nonostante i venti di crisi possiamo rivelare che a marzo a novembre ed i particolare in estate vi è stato un crescente numero di turisti da crociera che hanno dato boccata d'ossigeno alle imprese che si rivolgono a questo mercato, attenuando in qualche modo gli effetti della pesante crisi nei consumi delle nostre famiglie>. Anche per questo sostiene che occorre investire meglio e in forma mirata su questo segmento turistico migliorando l'accoglienza e aumentando le opportunità richieste da questo tipo di turismo>.
<Aprendo giornali o ascoltando la televisione siamo sommersi da grida di disperazione e di allarme per la crisi economica che stiamo vivendo> aggiunge Luigi Milazzo di Rosignano.
<Io,viceversa, ritengo opportuno lanciare segnali di speranza ai nostri operatori, al consumatori, al mondo politico. Speranza che nasce dalla considerazione che una volta che sono ben chiare le cause della crisi che attraversiamo, dobbiamo operare affinché nasca nelle piccole e medie imprese la reazione positiva del fare, del reinventarsi la propria attività. A mio avviso – aggiunge Luigi – dobbiamo puntare sulla qualità del prodotto toscano, cercando di mettere insieme commercio, turismo, agricoltura e artigianato, valorizzando al massimo quello che abbiamo. Dall'ambiente ai prodotti della terra. Dovremo cercare di creare sinergie fra i vari settori operando in modo tale da valorizzare il complesso dell'offerta che siamo in grado di mettere in campo. È chiaro che dovremo avere il supporto dei Comuni, della provincia e della Regione al fine di creare un'offerta completa
dai servizi ai prodotti, così come sarà necessario realizzare un accesso al crodito che vada in contro alle esigenze di innovazioni delle impresse e a una riduzione dell'imposizione fiscale che rischia di strangolare le nostre imprese a tutti i consumatori>.
Meno ottimista Claudio Chimenti, un ristorante a Montecatini Terme: <quest'anno abbiamo avuto un aumento indiscriminato di spese di gestione: luce, acqua, gas, affitto, mutui, gasolio, personale ecc. Tutti aumenti che non possiamo trasferire sui i consumatori con il rischio di uscire dal mercato. Il 2009 sarà pressapoco simile, un anno di transizione nel quale dovremo tenere molto sotto controllo tutti i fattori di costo. Dovremo cercare di offrire servizi migliori a costi contenuti . Per non deprimere ulteriormente la domanda. Purtroppo dovremo – aggiunge – ridurre anche il più possibile l'uso di personale dipendente>. Cosa chiederebbe al governo e alla Regione per superare più velocemente questa fase critica. La risposta è secca ma precisa: <ridurre le aliquote IVA sul turismo, facilitare il credito alle imprese che vogliono investire e innovarsi e puntare sopratutto sul risparmio energetico>.
Vanno poi sostenuti i Ccn, strumenti lodevoli di aggregazione tra operatori commerciali, <ma spesso poco efficaci per le risorse messe loro a disposizione e dalla scarsa considerazione di alcune amministrazioni comunali. Nonostante ciò a Montecatini sono oltre 160 gli esercizi commerciali che si sonno rimboccati le maniche e battendo ogni record illumineremo il Natale come mai successo>.
A proposito di Centri commerciali naturali, Barbara Zannoni, con un negozio di abbigliamento a Firenze nella zona di Porta Romana, parla della sua esperienza: <Luci e ombre, ma tanta voglia di fare - sostiene-. Dalla crisi non si esce da soli, in un quartiere in una strada le opinioni contrastanti ma alla fine tutti cerchiamo di convincersi che occorre marciare uniti. La fidelizzazione della clientela, ce lo insegna la Grande Distribuzione, può essere la carta vincente. Non è facile, le risorse
che ogni negozio può metterci sono scarse, l'aiuto della Camera di Commercio, della Regione, di sponsor, è decisivo ma inadeguato. Anche le iniziative in occasione dell'estate o delle festività natalizie possono sembrare banali ma creano uno spirito positivo, un rapporto con il consumatore che, non dobbiamo mai dimenticare, è la nostra principale risorsa>. Un anno da dimenticare quello che sta per concludersi.
A parlare è Pierluigi Lorenzini, ogni giorno a contatto con il pubblico nel suo Bar a Pistoia. <La contrazione dei consumi delle famiglie è stata pesante. Quelle aziende più marginali o che comunque non hanno potuto rinnovarsi hanno sofferto in modo particolare. Non vedo – aggiunge – proposte convincenti e strutturali né dal governo nazionale né dalla comunità internazionale, e in questo contesto è impensabile che il singolo operatore possa riattivare da solo il flusso dei consumi pur di fronte ad iniziative incentivanti o ad una maggiore offerta dei prodotti. L'imprenditore per sua scelta,
non è abituato a chiedere niente alla politica se non la possibilità di operare in tranquillità senza lacci, forme vessatorie, che impediscano di fatto lo svolgimento della propria attività>.
<Del resto – aggiunge – sono fuorvianti quelle iniziative sia di carattere locale che nazionale che impediscono lo sviluppo delle imprese. L'auspicio è quello che si possa lasciar lavorare l'imprenditore commerciale in una logica di selezione del mercato dove i più competenti possa emergere. In un ambito di regole certe, chiare>.
<La crisi dei consumi -sostiene Simone Poli, cinque negozi nel settore della moda a Grosseto – ha raggiunto un apice davvero drammatico negli ultimi mesi. Le aspettative per il 2009 non possono dunque che essere che caratterizzate da preoccupazione ed insicurezza per le nostre imprese. Nell'immediato futuro, cerchiamo di far fronte muovendoci a piccoli passi, limitando gli investimenti negli assortimenti di merce. Insomma, stiamo alla finestra, in attesa di quelli che gli sviluppi futuri, nella speranza che quello attuale sia il picco massimo della crisi economica e che da ora in poi, anche a seguito di precisi interventi dei governi, la situazione inizi a migliorare>.
Fonte: Confesercenti
